VERRA’ finalmente riparato e
reso nuovamente funzionante,
in tempi brevissimi, il monumentale
orologio da torre sito in
piazza IV Novembre a Sezze.
L’assessore al patrimonio degli
affari generali Bruno Cardarello,
unitamente al consigliere
comunale dell’Italia dei valori
Ernesto Carlo Di Pastina, hanno
dato questo annuncio che
viene ritenuto essere «uno dei
piccoli, ma non meno significativi,
impegni presi dalla nuova
amministrazione del sindaco
Campoli».
L’orologio da torre, all’epoca
fornito e installato dalla ditta
Roberto Trebino di Uscio in
provincia di Genova, tornerà
quindi a scandire il tempo dall’alto
dell’antico palazzo della
Pretura e del carcere mandamentale,
che oggi è sede dell’Antiquarium
comunale, con il
suo innegabile significato storico
e sociale nella piazza posta
nel cuore del paese che, purtroppo,
ha pure subito nel corso
degli anni pesanti trasformazioni,
che non si raccordano affatto
con l’antico tessuto edilizio.
L’assessore Bruno Cardarello
e il consigliere comunale Ernesto
Carlo Di Pastina ritengono
che l’impegno assunto per ripristinare
la funzionalità dell’orologio
da torre rappresenta
«un primo passo per una riqualificazione
del centro storico setino
abbandonato da troppi anni
dalle ultime amministrazioni».
L’iniziativa che l’amministrazione
comunale sta portando
avanti con il ripristino dell’orologio
di piazza IV Novembre è
senz’altro lodevole.
Al tempo stesso, però, occorre
continuare a tenere alta la guardia,
nonché a muoversi celermente,
per portare avanti quell’opera
di recupero e di accessibilità
di tutti i siti di interesse
storico e archeologico presenti
nel comune di Sezze. D’altro
canto, nel suo programma di
mandato, l’attuale primo cittadino
Andrea Campoli aveva posto
questo punto tra le priorità
della sua azione di intervento
per far sì che Sezze si inserisca
in un sistema turistico locale
visibile, riconoscibile e fruibile.
E’ lecito, quindi, attendersi
buone nuove anche per quanto
concerne via dei Templi, in cui
fanno pessima mostra di sè le
mura poligonali, l’antica cinta
realizzata dai romani per proteggere
Sezze dalle incursioni
dei volsci.
Giovanni Rieti (01/08/2007)
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