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“Sono un depresso – umorista con la nevrosi della satira! Un”scribacchino” che scrive, qualche volta, per capire e mettere ordine nel groviglio del mio sentire, qualche volta, per condividere le mie emozioni con un pubblico”.
Con queste parole si presenta il personaggio di oggi: Angelo Zabaglio, giovane e talentuoso artista pontino. Usiamo intenzionalmente la parola artista perché, benché,
noi l’abbiamo conosciuto nella veste di poeta e di fine dicitore, in occasione della lettura del X canto dell’Odissea durante l’undicesima edizione del Villaggio Fogliano 2005, festival musica, teatro, letteratura e fotografia, i suoi interessi artistici abbracciano campi che vanno dalla fotografia, al cinema, alla musica (compone musica elettronica, rap, drum e bass, Jungle, con lo pseudonimo Angelo “Vertigo” Zabaglio), e, ovviamente, la scrittura nelle sue multiforme espressioni: ha scritto sceneggiature per cortometraggi e lungometraggi, romanzi, racconti brevi, poesie, articoli giornalistici.
Dal suo sito internet apprendiamo che frequenta il DAMS indirizzo cinema, e che ha vinto un vasto numero di premi letterari. Incuriositi proviamo a chiedergli a quale si senta, affettivamente, più legato, ci risponde…il prossimo!
Continuiamo a fare “Marietta l’impiccetta” e gli chiediamo quali siano le sue letture preferite; e tra i tanti autori e poeti che cita, notiamo una forte emozione nella voce, quando afferma che i romanzi di Pier Paolo Pasolini hanno un posto particolare nel suo cuore e, che fino ad oggi nessun’altro autore è riuscito a coinvolgerlo altrettanto sia come artista che come emanazione di….. “impegno civile”. Nell’ascoltarlo immediate tornano alla mente le parole del poeta Renato Gabriele, che nella prefazione dell’antologia poetica “Acqua alta”, sintetizza e mette in luce una peculiarità umana prima ancora che artistica della poliedrica personalità di Angelo scrivendo “…la tensione posta nella ricerca di un’etica della responsabilità che in Zabaglio è continua presa di coscienza degli atti umani, davanti a ciascun dei quali l’indifferenza appare come massima colpa”.
Salutiamo lo “scribacchino” come ha voluto definirsi, pensando che ha appena compiuto ventisei anni e ha già pubblicato due romanzi,”Diario di un vecchio utopista,”, “Ed ora cominciamo”, il primo volume di poesie “non tutti i dubbi sono di plastica”, scritto diretto e realizzato per Rai Educational un cortometraggio “Verità impossibili”.
Saranno questi ragazzi “nipotini della beat generation” ha realizzare (riveduti e corretti) i sogni sognati dalla generazione del Maggio Francese?
coracraus@libero.it
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