Un ecomostro abbandonato e teatro di continui e ripetuti atti vandalici. I lavori presso l’Anfiteatro di Sezze, fermi da circa due anni, rischiano di essere del tutto compromessi a causa di azioni a dir poco incivili. La struttura in cemento armato, già dallo scorso anno e come risulta dal sopralluogo effettuato dalla commissione consiliare tematiche sociali, ha già subìto danni rilevanti all’interno: porte divelte, sanitari distrutti e muri danneggiati. Dalle testimonianze raccolte sembra anche che all’interno dei locali siano state ritrovate siringhe e vetri di bottiglie, a conferma che il nuovo Anfiteatro sia diventato luogo di bivacchi notturni dove si consuma droga e alcool.
Del vergognoso stato in cui versa l’opera abbandonata alle ortiche se ne è occupato il Movimento Libero Iniziativa Sociale che, sul proprio sito lavocelibera.it, continua a raccogliere adesioni al gruppo contro l'ecomostro che ha preso il posto del vecchio Anfiteatro di Sezze, abbattuto "grazie" ad una serie di finanziamenti della Comunità Europea e non solo. «Le adesioni – affermano Lanfranco Coluzzi e Luigi Gioacchini - hanno superato ampiamente in poco tempo il numero delle 500. E' ormai evidente che quella orrenda calata di cemento piace soltanto agli amministratori ed a chi, a diversi livelli, ha favorito l'inizio e la prosecuzione dei lavori. Bisognerebbe capire perché. Sullo scempio perpetrato nella zona delle Piagge Marine non è ancora stata fatta chiarezza. Nonostante le pressanti richieste, nessuno si è sentito in dovere di intervenire per fornire almeno un rendiconto delle spese finora affrontate per la realizzazione di un manufatto che non solo ha irrimediabilmente deturpato una vasta area della collina di Sezze, ma che resterà, se non verrà abbattuto per ripristinare lo status quo, a perenne memoria di una classe politica insensibile e cieca. Continuiamo a chiederci ed a chiedere a chi di dovere come sia stato possibile permettere che un fiume di denaro a tutt'oggi ancora non quantificato venisse utilizzato per una operazione di tale barbarie». Is, torna a chiedere risposte anche sulle responsabilità e sui controlli che non ci sono ancora stati «Ci piacerebbe sapere perché gli organi di controllo preposti territorialmente, a cominciare dalla Regione Lazio, non si siano mossi per tempo e non si stiano muovendo tuttora. Continuiamo a chiedere - chiude la nota - quale sia stato e sia il ruolo dei diversi sindaci, di diverso colore, avvicendatisi nel corso di questi anni a Palazzo comunale con una continuità sull'opera, impressionante. Chiediamo il perché dei tanti silenzi trasversali di tutte le forze politiche, da sinistra a destra, dal PD al PDL».
Alessandro Mattei (18/01/2011)
|