«Chiederò di essere ascoltato
dal comitato per l’ordine e
la sicurezza». Andrea Campoli,
primo cittadino di Sezze,
particolarmente sensibile alle
problematiche legate alla presenza
delle comunità straniere
nel territorio comunale, si dice
convinto della necessità di una
convergenza istituzionale sul
caso «Sezze». «Quanto accaduto
domenica sera in via Casali
è un episodio
gravissimo - ha
detto il sindaco,
eletto a
maggio - che
si inserisce
nel quadro
delicato della sicurezza, minata
da fenomeni di emarginazione
sociale legati allo sfruttamento
degli immigrati. A giugno
due extracomunitari
accoltellati nel parco, e l’altra
sera una lite degenerata nell’omicidio
di un cittadino rumeno,
senza contare le risse notturne.
Di fronte a questo stato di cose
dobbiamo intervenire su più
fronti: quello della politica e
quello operativo. Ciò significa
che se da un lato dobbiamo e
possiamo costruire un dialogo,
dall’altro urge la necessità di
un’azione repressiva dello
sfruttamento di chi, come tanti
degli stranieri di Sezze, vive in
condizioni di precarietà». Ed è
rispetto a quest’ultima considerazione
che Campoli chiede
di essere ascoltato dal Comitato
provinciale per l’ordine e la
sicurezza. «Nelle comunità
straniere che risiedono nella
nostra città - afferma il primo
cittadino - esistono tante persone
laboriose e desiderose di
condurre una vita lontana dalla
diversità e quando parliamo di
politica di integrazione facciamo
riferimento soprattutto a
quest’ultimi. A breve sarà finalmente
istituita la consulta
degli immigrati e in questa sede
ci appelliamo ai nostri stranieri
affinché anche loro collaborino
all’azione di emersione dei reati
che si alimentano nel terreno
fertile del disagio». Oltre l’istituzione
della consulta, uno dei
punti cardine del programma
elettorale di Campoli per quanto
attiene alle politiche sociali,
il primo cittadino è al lavoro
per una città più sicura nei limiti
delle competenze comunali.
Via libera alla videosorveglianza
delle zone più a rischio:
la stazione ferroviaria, i parchi
e gli edifici pubblici.
Su quanto avvenuto domenica
sera è intervenuto anche Giulio
Vasaturo, dell’Osservatorio regionale
per la sicurezza: «Si
tratta di un episodio di violenza
sconvolgente - ha dichiarato -.
Mai come oggi i tanti lavoratori
onesti che compongono la comunità
rumena di Sezze sono
chiamati a dare un segnale forte
della propria
in tegr az io ne
civica, denunciando
i responsabili
di questo
massacro e
col labora ndo
con gli inquirenti». E l’arresto
avvenuto in tarda serata del
presunto omicida potrebbe essere
stato frutto di questa sperata
collaborazione.
«La destra», invece, rappresentata
a livello provinciale da Stefano
Orsini, ha sollecitato l’istituzione
immediata di un tavolo
operativo, coordinato
dalla Prefettura, per individuare
soluzioni ai problemi più
urgenti con particolare attenzione
alle famiglie. «Le nostre
famiglie - ha precisato Orsini -
E’ mai possibile che in Italia la
regola del dovere vige solo per
i nostri connazionali, mentre
per chi entra nel nostro paese
vige solo la regola dei diritti?».
Il tavolo auspicato da Orsini va
nella direzione del cosiddetto
«Pacchetto sicurezza e solidarietà
».
R.c. (16/10/2007)
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