Animali legati alla catena, rinchiusi in recinti
simili a lager, picchiati, abbandonati e, spesso,
seviziati per puro sadismo. L'Associazione
«Amici di Lupo Onlus» si occupa proprio di
combattere queste situazioni. Lupo è il cane che,
dopo l'abbandono nel 2000, nominato primo
cane di quartiere del paese, è morto a dicembre
2006. Come spiega il Presidente Francesca Palombi
l'associazione nasce dalla volontà di affrontare
il problema
del randagismo e
dell'abbandono degli
animali in modo
responsabile e attento
con l'obiettivo
cardine della difesa
del diritto ad una vita
dignitosa per ogni
animale. «L'Associazione,
da tempo
operativa di fatto sul
territorio, ha iniziato
la sua missione ufficiale,
con l'iscrizione
al Registro Regionale
delle organizzazioni di volontariato del
Lazio, grazie alla enorme forza e al coraggio di
Francesca, Alessia e Gianluca, ovvero i soci
fondatori che, animati dal loro entusiasmo e
dalla voglia di creare qualcosa di veramente utile
alla causa della difesa degli animali, stanno
trasformando, passo dopo passo, un sogno in
una bellissima realtà. Sono già numerose le
persone che hanno condiviso e condividono il
nostro progetto». Attualmente l'Associazione
opera come punto di riferimento per il Comune
di Sezze e per chiunque voglia adottare o curare
un amico a quattro zampe e regalargli tutto
l'affetto necessario e sta svolgendo un'opera di
monitoraggio su tutto il territorio ed una campagna
di sensibilizzazione a tappeto per favorire la
nomina di cani di quartiere, la sterilizzazione e,
soprattutto, per cambiare la mentalità di tutte
quelle persone che difficilmente e per preconcetti
instaurano rapporti con i cani. Amici di Lupo
Onlus si è fatta promotrice di un progetto di
sterilizzazione sul
territorio approvato
dal l'am minis trazione
comunale per
il 50% e presentato
alla Regione Lazio
al fine di ottenerne
il finanziamento
per il restante 50%.
«La necessità di
programmare piani
di controllo delle
nascite con riferimento
alla situazione
del randagismo
nel territorio del
Comune di Sezze scaturisce fondamentalmente
dalla sempre crescente diffusione del fenomeno
e dall'analisi oggettiva dei fatti: le segnalazioni
al Servizio Veterinario per l'accalappiamento
sono state cinquantacinque (55) nel 2005 e ben
novantuno (91) nel 2006. Si è notato che le cause
del fenomeno siano soprattutto da addebitarsi a
due fattori: la riproduzione incontrollata e, di
conseguenza, l'abbandono. Un ringraziamento
sentito va, innanzitutto, agli assessori Pietro
Bernabei e Antonio Maurizi e al Comando della
Polizia Locale».
(14/09/2007)
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