Le definisce «blande» le
misure messe in atto attraverso
l'ordinanza sindacale
che dal primo luglio al 30
settembre vieta, dalle 19 alle
6, la vendita di bevande alcoliche
da asporto a tutti gli
esercizi pubblici.
A denunciare il forte clima
di disagio della categoria è il
segretario provinciale aggiunto
del Suplm, Manfredo
De Paolis.
«Le forze
di Polizia locale
pattugliano
costa
nteme nte
il territorio
no nos tan te
l'esiguo num
e r o d i
agenti di cui
dispone il
comando di
Sezze: è per questo che occorreva
un'ordinanza più coraggiosa,
perché è impossibile
pensare di poterla far
rispettare con uno o due
agenti di polizia per ogni
turno. L'anno scorso, con
un'ordinanza fotocopia, l'ufficio
non ha prodotto nemmeno
una contestazione.
Questo dato ne è la riprova.
Tant'è che da anni abbiamo
chiesto di acquistare un etilometro,
per fare verifiche puntuali,
soprattutto nei fine settimana.
Una richiesta cui non
è mai stato dato seguito,
mentre l'ospedale di Sezze
non è in grado di effettuare i
test ematici per verificare il
tasso alcolemico nel sangue.
Questo paese - dichiara il
rappresentante del Suplm - è
insicuro, perché può succedere,
com'è avvenuto domenica
pomeriggio, che mentre
si fa un pattugliamento in
zona Sant’Andrea ci s'imbatta
in cittadini di nazionalità
straniera, in questo caso romeni,
privi di carta di circolazione,
senza assicurazione
e con la revisione dell’auto
scaduta, che come al solito
nel fine settimana hanno fatto
il pieno di alcol. Questi
automobilisti, colti in difetto,
si ribellano alle nostre richieste
».
Gente che - c'è da sottolineare
- fa paura anche ai loro
stessi connazionali che attendono
l'arrivo delle forze di
polizia per non incorrere nella
brutta sorpresa di vedersi
coinvolti involontariamente
in risse dalle proporzioni gigantesche
ma che, con la sola
vista delle pattuglie dei carabinieri,
sfumano.
«Mentre domenica scorsa,
in due agenti, abbiamo rischiato
di finire linciati dalla
folla aizzata da una testa calda
già nota alle forze dell'ordine.
Inoltre c'è da ricordare
come il 60% degli incidenti
automobilistici causati da
stranieri sia dovuto all'uso
dell'alcol. Allora occorrono
altri rimedi - spiega De Paolis
- non è un'ordinanza che
rimette le cose a posto, ci
vuole ben altro. Da anni
chiediamo di potenziare il
nostro servizio che nella proporzione
locale resta di un
agente ogni 2.500 abitanti,
impensabile dunque qualsiasi
tipo di ragionamento».
Elisa Fiore (08/07/2009)
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