Alla Coldiretti di Sezze non piace il Bilancio comunale di previsione 2008 e pluriennale 2008/2010 approvato lo scorso aprile. Si tratterebbe di un documento economico programmatico magro per l’agricoltura setina. E non piace per vari motivi. In primis, il presidente della locale sezione Coldiretti, Vittorio Del Duca, sostiene che c’è stato poco confronto con il settore agricolo della città per la stesura del Bilancio. «Ci sarebbe tuttavia piaciuto - scrive Del Duca sul www.setino.it - che, come annunciato nelle più svariate sedi, fosse stato un bilancio partecipato, cioè con il contributo fattivo di tutte le forze sociali ed economiche che operano nel territorio. Come Coldiretti, cioè come rappresentanti di una categoria atavicamente avvezza a farsi i conti con le dita, per stabilire una scala di priorità alle proprie esigenze, non ci saremmo di certo tirati indietro ad un incontro costruttivo, pur in presenza di pochissime dotazioni finanziarie». La Coldiretti setina non si spiega il perché di questo atteggiamento «distante» da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Campoli. Eppure, l’impegno della Coldiretti c’è sempre stato, e altro non ha rappresentato che «le aspettative del mondo agricolo e del cittadino consumatore, a cominciare dalla cura del territorio rurale e dei suoi monumenti, nella consapevolezza che un territorio ferito non giova a nessuno» così Del Duca. Dal generale si passa al particolare, e a quei capitoli di bilancio che poco hanno a che fare con il rilancio agricolo locale e all’investimento di risorse per rilanciare l’economia setina. «In questo bilancio, per quanto ci riguarda, traspare un comune denominatore con quelli del passato. L’agricoltura – scrive ancora Vittorio Del Duca - la maggiore risorsa economica del paese, anziché essere valorizzata, viene ancora una volta mortificata ed abbandonata a se stessa con 33.000 euro per la tradizionale Sagra del Carciofo e con 15.000 euro per Servizi e innovazioni (?), come se fosse un’attività del tutto marginale». Di contro si sottolinea il sostegno dato allo sport e alle attività sportive da parte della Giunta comunale, con somme notevoli rispetto a quelle stanziate per il settore agricolo. Del Duca, a tal proposito, non riesce più a capire allora cosa sia prioritario oggi per gli amministratori locali e se si stanno gettando le basi per invertire la rotta. «E’ prioritaria l’agricoltura cui vengono destinati € 48.000, oppure i proventi dello sport, visto che per la sola manutenzione degli impianti sportivi, nel programma triennale, vi sono opere in cantiere per € 6.350.000? ». La Coldiretti precisa, infine, che non è «assolutamente contraria alle attività sportive, che pure sono importanti, ma da bravi contadini e da attenti genitori – chiude l’intervento - abbiamo sempre pensato che non possiamo mandare i nostri figli in palestra se prima non siamo riusciti a soddisfare le loro esigenze primarie». All’assessore di competenza la replica o le dovute spiegazioni.
Alessandro Mattei (25/07/2008)
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