Agricoltura in ginocchio per il calo dei consumi. E’ questa la denuncia della Coldiretti di Sezze. Il presidente locale, Vittorio Del Duca, parla di un calo spaventoso, che va oltre il 65 per cento rispetto allo scorso anno. Il peggior periodo natalizio dell’ultimo decennio, una vera e propria debacle agricola. «Il fatturato dell’Agricoltura di Sezze – sostiene Del Duca - registra un calo del 65% rispetto allo scorso anno, quando le cose non andavano già bene. Esistono fondati timori dei produttori a perseverare nell’attività agricola, ma non hanno altri sbocchi occupazionali e in tanti stanno già facendo ricorso ai mutui per proseguire l’attività e pagare i pregressi. Per i consumi è stato il peggior Natale degli ultimi dieci anni. Lo abbiamo toccato con mano nelle settimane che precedevano il Natale, ma anche nella primavera scorsa a causa del batterio killer, quando gli ottimi ortaggi che si producono a Sezze e nel resto del territorio pontino restavano in larga parte invenduti sui mercati all’ingrosso, da quello internazionale di Fondi sino a quello di Roma, passando per i mercati minori di Latina, Velletri ed Albano. Ora è arrivata la conferma e le prime stime ci dicono che non è mai andato così male da 10 anni a questa parte, quando però i costi dei mezzi di produzione erano notevolmente inferiori agli attuali». Nel solo mese di dicembre l’agricoltura setina, per la quasi totalità ortaggi, ha registrato un calo di fatturato del 60 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ciò significa che dell’ottima verdura, per una superficie stimata di 200 ettari ed una produzione lorda vendibile non inferiore ad 1 milione di euro, è rimasta invenduta o a marcire nei campi per difetto di domanda. «Una corretta stima delle perdite - spiega il presidente della Coldiretti - non può però prescindere anche dai minori introiti ricavati dal venduto ( a prezzi bassi, perchè sul mercato c’è un eccesso di offerta ed una domanda ai minimi storici) e che prudentemente, per difetto, stimiamo non inferiore ad un altro milione di euro. Due milioni di euro lamentati in un solo mese dall’Agricoltura sono una cifra pesante soprattutto perché a questa si vanno ad aggiungere i cinque milioni di euro perduti in primavera, da Maggio ad Agosto, a causa della contrazione dei consumi della verdura per il batterio killer del cetriolo. Sette milioni di euro perduti a Sezze in un solo anno, ed un calo del fatturato del 65% rispetto allo scorso anno, quando le cose non andavano già bene, sono cifre che fanno paura e devono far riflettere sull’impatto devastante sull’economia setina, ma soprattutto sul destino dell’Agricoltura e per i produttori costretti a ricorrere ai mutui per far fronte alle spese di coltivazione che, dato il consistente aumento subito dai fertilizzanti e dai carburanti, sono diventate ingenti e in alcuni casi, e per alcune colture, superiori al limite della convenienza economica. Se può consolare – aggiunge - dal Natale 2011 esce rafforzata la tendenza alla riscoperta del legame con i prodotti del territorio, perché nel cenone della vigilia e nel pranzo di Natale, che nove italiani su dieci hanno preferito passare a casa con amici e parenti, è prevalso il 'made in Italy' con meno caviale, ostriche, salmone, champagne e ciliegie, più bollito e torte rustiche».
Alessandro Mattei (02/01/2012)
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