«Giornalmente la nostra agricoltura è sottoposta a due vere e proprie rapine. La prima è quella dell’identità e dell’immagine, che vede sfacciatamente immessi in commercio come italiani,cibi provenienti dalle più svariate parti del mondo, con un inganno enorme ai danni del consumatore e un modo scientifico per uccidere la nostra sana e onesta agricoltura di qualità. La seconda rapina è quella del valore aggiunto, che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli a causa di uno strapotere contrattuale da parte dei nuovi forti della filiera agroalimentare. La misura è colma e non ce la sentiamo più di accettare queste ingiustizie, per cui abbiamo deciso di scendere in campo per difendere le nostre produzioni con una etichettatura trasparente sui prodotti alimentari, che informi i consumatori sulla loro origine, su ciò che contengono e non solamente su quello che non contengono». Vittorio Del Duca, Presidente della sezione Coldiretti di Sezze lancia così la mobilitazione contro le «rapine all’agricoltura». Anche gli agricoltori setini sono in prima linea a sostegno dell’operazione denominata “Verità alla frontiera” che, partita dal Brennero e attraverso tutti i valichi di frontiera e porti italiani, arriverà a toccare tutte le regioni italiane. Si marcerà con i trattori e ci saranno delle occupazioni per protestare contro le importazioni di latte, caseinati, frutta, olio, grano, vino che finiscono sugli scaffali della GDO e sulla tavola degli italiani senza alcuna informazione trasparente della provenienza, ma miracolosamente trasformati in “Vero made in Italy”. «La nostra azione di blitz - afferma di nuovo Vittorio Del Duca -verrà estesa in tutti i luoghi strategici delle Regioni italiane con l’obiettivo di difendere produttori e consumatori dalle contraffazioni di tutti i prodotti agroalimentari e contro gli inganni di etichette e pubblicità “furbe” che richiamano ad una finta italianità». Costretti a subire una concorrenza sleale, i braccianti agricoli locali dicono «No» a gran voce, anche perché i costi di produzione più esosi della CE li obbliga a vendere i prodotti ai ridicoli prezzi del mercato mondiale. Gli agricoltori di Sezze sono già partiti con una folta delegazione della Coldiretti di Latina e nei prossimi giorni ce ne saranno altri, pronti a battersi senza se e senza ma.
Alessandro Mattei (27/07/2009)
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