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Acqua, vertenza collettiva
Rifondazione : ci vuole un tavolo politico
Le ultime vicende giudiziarie
riguardanti la vita politica della
nostra provincia, caratterizzate
dagli arresti dei vertici di Acqualatina,
vengono viste dal partito
della Rifondazione Comunista
come una conferma della tesi
sulla quale si è costruita in questi
ultimi anni in Italia una forte
volontà popolare. Si tratta della
spinta verso il ritorno alla pubblicizzazione
dei servizi, tra i quali
quelli idrici. Su tutto il territorio
nazionale le lotte per la difesa e
per il riconoscimento dell’acqua
come bene comune hanno avuto
una rilevanza senza precedenti.
Una grande mobilitazione cui ha
fatto seguito la presentazione di
una proposta di legge popolare,
già approvata dal Senato, accompagnata
da oltre 400.000 firme.
Anche a Sezze pare esserci
un’inversione di tendenza sulla
materia. Sia dalle dichiarazioni
rilasciate in consiglio comunale,
che da interventi sulla stampa, si
evince che sia esponenti di minoranza
che di maggioranza siano
favorevoli alla gestione pubblica
del servizio idrico: «Esprimiamo
grande soddisfazione per la presa
di posizione da parte del mondo
della politica setina sull’acqua
pubblica. Crediamo - afferma la
segreteria di Rifondazione Comunista
- che questa tematica sia
di fondamentale importanza per
la collettività setina e siamo sicuri
che queste posizioni possano
essere apprezzate dalla cittadinanza,
che non ne può più della
concessionaria di Rovigo alla
quale chiede maggior efficienza,
minori sprechi e maggior trasparenza
sulle bollette e sulla gestione
del servizio. Riteniamo che
serva qualcosa di più profondo
per smuovere le coscienze di
questo paese, e questo sacrificio
lo chiediamo alla politica, perchè
ha l’obbligo di dare risposte certe
ai bisogni dei cittadini». Per la
segreteria di Rifondazione Comunista,
insomma, non ci si può
continuare a riempire la bocca
sulla cosiddetta questione Dondi
o sponsorizzando la gestione
pubblica del bene idrico, ma bisogna
passare nella fase organizzativa:
«Assodato il fatto che la
Dondi ha delle grosse responsabilità
sulla fallimentare gestione
delle nostre risorse idriche, e che
in paese è viva questa forte coscienza
politica e popolare - afferma
Rifondazione Comunista -
chiediamo sia alla maggioranza
che all’opposizione di aprire una
seria vertenza collettiva sulla gestione
del servizio idrico e di
affrontarla finalmente su un tavolo
politico e programmatico.
Crediamo che i tempi siano maturi
per dare vita ad un’azione
politica che abbia come obiettivo
primario la lotta alla mercificazione
dell’acqua e la salvaguardia
delle nostre risorse idriche».
La segreteria setina di Rifondazione
Comunista si dice disposta
a farsi promotore all’interno della
maggioranza di questa istanza,
chiedendo ad entrambi gli schieramenti
consiliari di aprire una
discussione seria sull’argomento,
senza nessuna strumentalizzazione:
«Garantiamo una partecipazione
massiva di tutta la popolazione
a questo processo -
conclude la segreteria comunista
- in quanto i cittadini hanno già
pagato sulla propria pelle gli abusi
fatti da un privato che non
tutela gli interessi della collettività,
e sono stanchi di convivere
con la precarietà di un servizio,
ed ancor di più stanchi di farsi
svuotare le tasche».
Giovanni Rieti (01/02/2008)
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