N E S S U NA revoca finora all’ordinanza
del sindaco n.69
del 27 maggio scorso dove si
faceva esplicito divieto all’uso
dell'acqua ad uso potabile per
gli abitanti di Sezze Scalo.
Così, mentre su una vicenda
grave, che dovrebbe indurre
ad una più attenta riflessione
gli amministratori locali, c'è
chi si adopera per diffondere,
senza il conforto di atti sostanziali,
risultanze analitiche che
non sono state certificate né
dall'Arpa Lazio né dal dipartimento
di prevenzione dell' Asl
di Latina.
«Ormai è da anni che stiamo
denunciando la possibilità di
inquinamento delle falde acquifere
e dei corsi d'acqua come
il Brivolco e l'Ufente,
plausibilmente per la cattiva e
carente gestione del sistema
idrico e fognario ma anche per
la inesistente attenzione alla
tutela dell'ambiente da parte
degli organi competenti in
materia ed individuati dal decreto
legislativo 16 gennaio
2008 n.4 (pubblicato dalla
Gazzetta ufficiale del 19 gennaio
2008 nr.24 - S.O. n.24)»
- dichiara sconcertata Luana
Paganelli, segretaria del Mas,
(Movimento di Alleanza setina)
che aggiunge: «Abbiamo
fornito documentazione fotografica
sul diffuso e preoccupante
degrado del territorio
setino, con discariche sparse
ovunque, ed oggi possiamo
anche dire, visto che nessuno
a provveduto alle debite riparazioni,
con tubature fognarie
rotte o franate che sversano
liquami direttamente nei terreni
e nei fossi di raccolta delle
acque piovane. Prima che venga
realizzato il mega depuratore
di 6 milioni di euro circa,
a chi porterà vantaggi la realizzazione
di tale struttura visto
che sino ad oggi non è stato
possibile far funzionare al
massimo gli impianti già esistenti?
».
Un'interrogazione intanto è
stata rivolta dal presidente della
Commissione Trasparenza,
Serafino Di Palma, al sindaco
affinché renda noto quanto
tempo ancora occorra per stabilire
se l'acqua sia potabile o
meno, e quando verrà ripristinato
il regolare flusso idrico
interrotto da dieci giorni, in
alcune zone di Sezze Scalo,
chiedendo ufficialmente al sindaco ed al comandante della
Polizia municipale di far
luce sul mezzo di trasporto
utilizzato dalla Dondi spa per
la distribuzione di acqua per
uso potabile in città. Il mezzo
sarebbe un camioncino, sormontato
da una cisterna di
plastica blu, al cui interno viene
calata una pompa che dopo
aver strisciato a terra, o sul
pianale del mezzo su cui vengono
caricati anche attrezzi
per la riparazione di tubature,
viene calata sia nella cisterna di approvvigionamento di via
Friuli, sia all'interno dei contenitori
utilizzati dai privati
che ne fanno richiesta.
E.f. (31/05/2009)
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