Più? che una provocazione,
sembra
quasi una domanda
quella che il Movimento
libero di Iniziativa
Sociale di
Sezze rivolge all'Amministrazione
comunale di Sezze.
«Perché - si chiedono
Lanfranco Coluzzi
e Luigi Gioacchini,
fondatori di Is -
dopo il lancio ‘fantasma’
dell'inesistente
Centro commerciale
naturale Via Grande
la situazione del centro
storico è rimasta inalterata, mentre
una sola attività sta aprendo i battenti?. Si
tratta di un sexi shop più adatto ai quartieri
a luci rosse delle grandi città, che
non alle antiche vie di un paese collinare.
Dopo aver speso migliaia di euro per una
manifestazione ormai passata nel dimenticatoio,
per qualche insegna con il logo
’Via Grande’, brochure e manifesti vari,
dopo aver illuso qualche ingenuo commerciante,
si è proseguito sulla falsariga
di sempre: avanti tutta per distruggere il
centro di Sezze. Facendo quattro passi
nelle vie principali (quelle che nella testa
degli amministratori dovrebbero costituire
Via Grande) è tutto un susseguirsi di
botteghe con i battenti chiusi, sui quali
fanno bella mostra i cartelli 'vendesi',
'affittasi'». Precisano i rappresentati di Is
che la loro contestazione non ha affatto
radici moralistiche ma vuole essere solamente
un modo per far notare a chi
amministra che una siffatta attività non
può sussistere all'interno di un centro
storico, per di più in via di rilancio. Il sexi
shop si trova nelle immediate vicinanze
di un istituto religioso che ospita una
scuola (materna ed elementare) ed in
prossimità della cattedrale
di Santa Maria:
«E' un ulteriore
schiaffo alla storia
della città di Sezze
ed un ultimo passo
verso il suo degrado
». «Appare ormai
evidente - concludono
Coluzzi e Gioacchini
- insieme all'incapacità,
al menefreghismo ed
all'irresponsabilità
di chi amministra
Sezze, come si navighi
a vista, senza la
benché minima programmazione.
In un paese che conta
ormai oltre trentamila abitanti (visto il
largo fenomeno dell'immigrazione) non
esiste una sola libreria, non c'è una sala
cinematografica, nel centro storico non è
attiva una trattoria tipica. Eppure si apre
un sexi shop. Il sindaco Andrea Campoli,
l'assessore allo Sviluppo Locale Sergio
Di Raimo, il presidente del Consiglio
comunale Giovanni Zeppieri, il consigliere
anziano onnipresente Titta Giorgi,
non hanno niente da replicare? Per loro è
tutto a posto?»
Alessandro Di Norma (14/09/2009)
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