A Sezze ci sono maestri di cambio di casacca. A scriverlo è Vittorio Accapezzato, professore in pensione e vecchio esponente del centrodestra setino. In una lettera afferma: «Nel 1882 Agostino Depretis diede avvio al trasformismo. Nel corso della XIV legislatura ben 202 onorevoli, un quinto dell’intera gradinata parlamentare, senza fornire più delle volte spiegazioni politiche, passarono da un partito all’altro. A Sezze hanno ancora vinto le girandole che, dopo essere state elette in altre liste, tradiscono i propri elettori e cambiano continuamente casacca fermandosi poi nel partito del miglior offerente. Questo è il triste scenario della politica “Sezzese” che, se non cambierà in futuro, porterà la città nel degrado più assoluto. La poca nobile arte del cambia casacca è diventata la peculiarità di alcuni noti consiglieri comunali di Sezze, i geni ”dell’arte d’arrangiarsi”, i campioni del travestimento permanente. La giunta “Campoli” purtroppo non fa eccezione. La sua politica è nelle mani di voltagabbana a denominazione di origine controllata”, che in questo periodo hanno offerto uno spettacolo deludente e farsesco. Consiglieri comunali partiti con un treno e arrivati con un’altro. Politicanti per tutte le stagioni, disponibili a ricoprire l’incarico di Assessore a sinistra e a destra; amministratori comunali che hanno ormai fatto per intero il giro del civico consesso, pronti a risalire sulla giostra per rifare il giro». Vittorio Accapezzato, deluso e amareggiato, parla di un consiglio comunale di «lunatici politici», di una «piaga che lentamente infetta la società». Riflettendo, poi, sull’attività dell’attuale amministrazione dal 2007 ad oggi, dice: «Si può affermare che, mentre la sua rappresentazione va da una parte, la realtà del paese va dall’altra. In questi due anni di vita amministrativa si è fatto un gran parlare di mediocrità politica e di decadenza del nostro territorio. La cosa grave – aggiunge - è che mentre la politica litiga, Sezze va allo sbando e al degrado più considerevole. Il sindaco Campoli dovrà lavorare affinché non ci siano più transfughi, che pensano esclusivamente a interessi politici personali a danno della collettività e che costituiscono il vero cancro della politica locale. Solo così operando potrà diventare una guida forte, autorevole e capace di governare il territorio, i suoi problemi e le sue potenzialità».
Accapezzato ricorda, in conclusione, che la vera politica «è uno strumento per governare il territorio, i suoi problemi e le sue potenzialità. Per politica s’intende “l’arte del governare”, una regola meritevole di particolare rispetto e necessariamente mossa da passione, amore e idealità».
Alessandro Mattei (22/02/2010)
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