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Elezioni, una riforma...setina
Di Capua punta sul proporzionale con preferenza

| (Il logo del partito)
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Parte da Sezze una proposta di riforma elettorale. A presentarla è Paolo
Di Capua, esponente locale de "l'Italia dei Valori" . Si tratta di una
bozza che intende valorizzare, attraverso i partiti politici, la più ampia
rappresentanza popolare riconoscendo la diversità e favorendo le diverse
aggregazioni, un patto di governabilità fondato su un accordo di programma.
La riforma del dipietrista setino è un proporzionale con preferenza, "un
metodo - dice Di Capua - che non lascia le mani libere dopo le elezioni".
Nella bozza di Di Capua, i partiti presenteranno nelle circoscrizioni
liste di candidati da 8 a 12 per la Camera e da 5 a 7 per il Senato: gli
elettori possono esprimere alla Camera 2 preferenze mentre al Senato solo
1. Altra novità che Di Capua propone è il voto disgiunto all'interno della
coalizione per indicare il premier. L'esponente dell'Idv assicura che il
metodo individuato non conduce ad un bipartitismo, "parente del presidenzialismo
lontano dalla nostra storia e tradizione". Inoltre, non verrà sminuita
la funzione del Parlamento, che eserciterà le prerogative in piena libertà.
Sempre nella "bozza lepinum" l'esecutivo cade se la sfiducia del deputato
o senatore passa con i 2/3 della maggioranza. "Una stabilità di governo
- si legge nella bozza - che non è messa in pericolo dal ritorno al proporzionale,
nel caso corretto e con sbarramento. Lo stare insieme, superato lo sbarramento,
determina un riequilibrio a tutto vantaggio dei cosiddetti "minori potenziali"
attraverso il bonus (premio del 2 % ai partiti che superano la soglia del
3 % e che sono dentro la coalizione. Ai partiti apparentati che superano
l'8% nessun bonus, così come per quelli non apparentati) dai partiti con
ampio consenso a quelli che hanno superato lo sbarramento (3%)". Tra le
conseguenze più interessanti c'è quella che, con l'inserimento del vincolo
di mandato, non potranno più costituirsi gruppi misti, non potranno più
esserci quindi cambi di casacca: il primato spetta ai partiti i quali dovranno
divenire "soggetto giuridico". "L'indicato Premier lavorerà per formare
l'esecutivo e costruirà una maggioranza qualificata e qualora la coalizione
non abbia raggiunto il 50 % più 1 lo farà con quei partiti che hanno concorso
soli ma attraverso un patto di governabilità, di stabilità e di legislatura".
Anche le prescrizioni sulle candidature e sull'età va nella direzione di
una totale innovazione. La proposta è molto dettagliata e non basterebbe
una intera pagina per elencare tutti i punti. Di Capua, comunque, la sottopone
agli autorevoli rappresentanti istituzionali per una serena valutazione
evidenziandone le criticità.
Alessandro Mattei (17/01/2008)
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