Mentre la grande croce in ferro situata nel piccolo colle dell’Anfiteatro è spenta ormai da settimane, le luminarie natalizie continuano a lampeggiare come se fosse ancora Natale. Diversi cittadini segnalano l’anomalia considerato che le luci natalizie accese sono uno spreco inutile di energia elettrica, quando invece diversi quartiere di periferia, ad oggi, non sono stati raggiunti dalla pubblica illuminazione nelle strade. Per quel che riguarda la croce dell’Anfiteatro, alta 54 metri ed eretta nel 1956 per volontà dell’avvocato Filiberto Gigli, e facente parte del complesso del Teatro Sacro Italiano (o quel che resta di esso dopo i lavori iniziati e abbandonati a se stessi) è stata per Sezze una novità, gradita dalla comunità setina in quanto elemento simbolo della cristianità e della tradizione setina. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Andrea Campoli, infatti dopo oltre 30 anni di inattività aveva voluto ristrutturare nelle sue componenti elettriche la grande croce, non solo per rievocare la Passione di Cristo ma per fare di essa una caratteristica della città, un simbolo appunto che identificasse Sezze alla Rappresentazione della Passione di Cristo per tutto l’anno. E così è stato per oltre un anno e mezzo ma ora la Croce è tornata nel buio e tutte le belle intenzioni sembrano essere state dimenticate. Quale il motivo dello spegnimento della croce setina? Un guasto all’impianto? O ci si è accorti che il consumo di energia dei 7200 led è abnorme? Il progetto originario di ripristino dell’impianto, infatti, avrebbe dovuto realizzarsi mediante l’installazione di pannelli fotovoltaici ma, al momento della realizzazione, ci si è scontrati con delle difficoltà logistiche. Resta, comunque, una dispendiosa contraddizione: la croce è spenta mentre le luminarie continuano a luccicare per le vie della città. A chi spetta spegnerle? E la croce che fine farà?
Alessandro Mattei (31/01/2011)
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