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Adesso la strada è veramente in salita. Le ultime vicende politico-amministrative rendono il terreno dell’amministrazione comunale sabbioso, instabile. Ma a risentire di più è l’immagine della maggioranza e della giunta consigliare, immagine danneggiata per non dire compromessa. Alla scadenza del mandato del sindaco di Sezze, Andrea Campoli, mancano poco meno di due anni. Ma considerando che gli ultimi mesi sono un preludio di campagna elettorale, il primo cittadino ha davanti a sé un anno per tirare le somme di una legislatura considerata dall’opposizione «insipida», quasi un prolungamento del periodo di commissariamento dell’Ente comunale. In ordine di tempo, pesa come un macigno la sentenza sugli autovelox della 156 Dei Monti Lepini, pesa la lentezza della macchina amministrativa e l’incertezza politica sulla stesura del nuovo Prg; influiscono le indecisioni e la poca concretezza sul depuratore e le tante problematiche irrisolte che affliggono il paese da anni, prime tra tutte il fenomeno dell’immigrazione selvaggia, del lavoro nero, degli affitti irregolari e della micro e macro criminalità. In tre anni l’attuale amministrazione ha voluto pianificare un lavoro che con molta probabilità darà i frutti solo in futuro. Il primo cittadino ha cercato di seminare ma la raccolta non è prevista in tempi brevissimi. E a proposito di terreno fertile o meno, l’opposizione consigliare, seppur divisa da odi e rancori personali, nonché da una totale assenza di guida, non sta faticando molto per mettere alle corde la maggioranza. Il vento tira a suo favore e le diverse vicende la stanno relegando automaticamente come alternativa valida di governo e schieramento politico con più chance di vittoria alle prossime elezioni amministrative. Come se non bastasse la Giunta Campoli ricade anche nel periodo più buio della sanità locale e provinciale, si inserisce in un momento dove il bipolarismo anche in Provincia sta andando a rotoli, in un lasso temporale dove gli stessi partiti (a partire dal Partito Democratico) fanno fatica a trovare un equilibrio, un assetto strutturale per dare credibilità a nuovi progetti politici. Ad incidere tanto sulla credibilità e sull’efficacia della Giunta Campoli anche le tante correnti dentro la stessa maggioranza, l’ingerenza dei tecnici e dirigenti comunali e il bassissimo livello culturale e politico che si registra in aula consigliare. Mai come ora l’opinione pubblica avverte un senso di nausea nei confronti della politica. C’è totale sfiducia nelle istituzioni e non si condividono più progetti per il bene comune. Sembra di rivivere la seconda edizione di quel progetto civico ideato e portato in groppa dall’ex sindaco Lidano Zarra. Una esperienza amministrativa che ha dato libero sfogo alla voglia di protagonismo, di arroganza becera, presunzione, tutti comportamenti che poco hanno a che fare con la politica e nulla con la soluzione a quei piccoli e grandi problemi che interessano la collettività. Mai più di ora è appropriata per la squadra di Campoli la celebre frase pronunciata da Giulio Cesare: alea iacta est.
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