Una galleria viaria dedicata a «Bufalotto», l’ex sindaco di Sezze. La proposta parte dal presidente dell’Astral (Azienda Strade Lazio) Titta Giorgi e verrà discussa nel prossimo consiglio di amministrazione della società regionale del 10 settembre. Il presidente dell’Azienda che gestisce buona parte delle strade del Lazio si riferisce alla nuova galleria della variante dell’ex 156 dei Monti Lepini inaugurata lo scorso mese di luglio dal presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Il presidente dell’Astral, Titta Giorgi, ha inviato una lettera a tutti gli amministratori e sindaci della zona, annunciando proprio che nel prossimo Cda è intenzione della società intitolare la galleria, denominata provvisoriamente «Colle Staffaro», ad Alessandro Di Trapano, bracciante agricolo e sindaco di Sezze per oltre un ventennio. La galleria si trova nei pressi dello svincolo per Prossedi in località Ceriara di Sezze come spiega il presidente Giorgi. «La strada, la cui gestione è stata affidata all’Astral – scrive Titta Giorgi nella missiva indirizzata ai sindaci – si sviluppa per 9+600 chilometri dallo svincolo per Prossedi allo svincolo per la Consolare II in località Ceriara di Sezze e comprende diverse opere d’arte tra cui una galleria, denominata provvisoriamente “Colle Staffaro” delle lunghezza di 840 metri circa. Nell’ottica di sostanziare la valenza territoriale dell’opera e la sua importanza nell’ambito dello sviluppo del comprensorio – continua l’on. Giorgi – abbiamo inteso intitolare la galleria ad Alessandro Di Trapano, detto Bufalotto, sindaco del comune di Sezze per più di Venti anni che, oltre a rappresentare una figura emblematica del territorio per l’impegno politico e sociale nelle istituzioni, è stato un’espressione significativa delle attività agricole tipiche della zona». L’intitolazione della galleria all’ex sindaco di Sezze si configura, quindi, non solo come un omaggio ad una rappresentante delle istituzioni locali ma si inserisce a pieno titolo nel ricordo profondo di una classe di contadini che, a partire dal dopoguerra, lavorando le colture territoriali hanno fatto dell’Agro Pontino una terra di rilancio economico e successivamente industriale, caratterizzandolo come modello di riferimento agricolo a livello nazionale. Il pensiero e la sensibilità del presidente Giorgi, quindi, va anche a tutti i braccianti agricoli della zona che, per lungo tempo, hanno fatto dei Comuni dei Monti Lepini e dell’intera Provincia un territorio a vocazione prettamente agricolo, rimasto nella memoria storica dell’intera Penisola.
Alessandro Mattei (09/09/2008)
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