Agli attacchi a mezzo stampa il Partito Democratico di Sezze replica coi fatti. La segreteria di Cristian Santia, dopo aver incassato una serie di interventi da parte dell’opposizione consigliare, rispedisce al mittente le accuse con un documento non certo difensivo.«La politica dell’opposizione cavalca i temi dell’immigrazione e della sicurezza con quel populismo che ha consegnato alla destra il governo del Paese. La “prima” – leggiamo nel documento Pd - è andata in scena al Consiglio Comunale sul bilancio. Tralasciamo lo sfratto dato alla Giunta per una sorta di “fine locazione politica”, gesto istrionico e tutto sommato divertente se a metterlo in atto non fossero stati consiglieri democraticamente eletti a rappresentare la cittadinanza. Vale la pena, invece, soffermarsi sugli interventi degli esponenti del PdL. L’immigrazione – continua il Pd - lungi dall’essere considerata ricchezza, è agitata come spauracchio, come esempio lampante di delinquenza, quindi risultato di incapacità a governare». Il partito maggiormente rappresentato in aula “Di Trapano” snocciola cifre e fatti che stanno caratterizzando l’operato del sindaco Andrea Campoli. «Le cifre sui reati commessi da stranieri non mostrano significative differenze rispetto alle precedenti amministrazioni. Tutt’altro. La giunta Campoli è stata la sola ad aver indetto una conferenza di servizi su immigrazione e legalità; ha di recente proceduto ad un’operazione di controllo sulle abitazioni, con denunce a carico degli inadempienti». Altro aspetto, quello della «considerazione» degli stranieri presenti in città da parte del centrodestra e dell’opposizione in generale. «L’opposizione sembra aver dimenticato di aver inserito nelle proprie liste diversi cittadini di nazionalità rumena. Questo sì che è puramente strumentale: parlare di integrazione quando servono voti e poi… ognuno a casa propria! Un’opposizione che condanna se stessa al fallimento per l’incapacità di elaborare proposte e di pretendere un confronto costruttivo su basi concrete. In un clima nazionale, e locale, avvelenato da fenomeni di intolleranza, creare un nemico a tavolino – l’immigrato di turno, per intenderci – è atto fortemente diseducativo, se non criminoso». Il Pd dice chiaramente di aver messo alla base del proprio programma l’etica. «L’etica prevede l’adesione convinta ai valori fondanti di una civiltà, anzitutto la legalità. Legalità - così nella nota -non significa giustizialismo, novella caccia alle “streghe di Grottopoli”, ma percorso di crescita nella responsabilità, nell’integrazione, nell’accoglienza. Irresponsabile, al contrario, è creare un clima teso su delicati temi sociali. Cattivi maestri, si sarebbero chiamati un tempo». Il Pd ama e si batte per il pluralismo e la condivisione, «ha scelto di rinnovarsi profondamente e di elaborare una politica basata sul dialogo e sul confronto di tutte le parti sociali. Le chiacchiere, i proclami, gli allarmismi sono strumenti di uno stile che non ci appartiene e non appartiene alla nostra città».
Alessandro Mattei (20/05/2008)
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