Il primo cittadino, Andrea Campoli, ha accolto favorevolmente la visita del Presidente Cusani ospite a Sezze venerdì scorso. Il sindaco ha ribadito la necessità di creare un coordinamento delle forze istituzionali, coniugando le iniziative di ciascuna delle amministrazioni comunali con le linee programmatiche dell'Ente Provinciale. "Non dobbiamo fare l'elenco della spesa e darla al Presidente - ha detto Campoli - dobbiamo cogliere l'occasione per iniziare un ragionamento e soprattutto per tradurre le idee progettuali in atti e fatti concreti".
Il Sindaco ha poi ricordato come il territorio della cittadina di Sezze abbia subìto, nel corso degli anni, un cambiamento a livello sociale e territoriale, a cui non è seguita un'adeguata progettualità. Adesso bisogna invertire rotta: "Per accogliere le trasformazioni - questo l'appello del Campoli - dobbiamo fare un sforzo intellettuale più che politico. Per ciò chiediamo alla Provincia di intensificare il lavoro condiviso".
Oltre all'aspetto sociale, il primo cittadino ha evidenziato la crisi in cui versano i settori produttivi della città, facendo riferimento al comparto agricolo.
"La vera sfida - ha affermato Campoli - è quella di iniziare ad intraprendere nuove vie di sviluppo per i settori produttivi e sociali. L'obiettivo dell'amministrazione comunale è di elaborare, insieme all'Ente Provinciale, un progetto per questo territorio".
Il Sindaco, inoltre, ha avanzato a Cusani la proposta di creare un progetto di sviluppo locale ben definito in relazione ad alcune strutture storiche della cittadina: il Monastero delle Clarisse, il Teatro Italiano (Anfiteatro) e l'Auditorium "M.Costa".
Il Monastero delle Clarisse, secondo Campoli, potrebbe essere trasformato in un polo universitario, puntando per esempio sul settore agricolo; il Teatro Italiano, invece, potrebbe diventare una delle strutture musicali o teatrali più importanti della provincia, fungendo da richiamo per i potenziali turisti. "Abbiamo la consapevolezza di avere molte risorse in città - ha chiuso il sindaco - non possiamo e non vogliamo sottrarci alla sfida con il futuro: proiettiamoci verso la pianura, usciamo fuori dagli schemi".
Alessandro Mattei (28/10/2007)
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