«Quello che spesso affermano gli esclusivisti o scissionisti è frutto di illogica ed intollerabile interpretazione». Paolo Di Capua dell’Idv passa al contrattacco contro l’entourage del partito che fa riferimento al segretario provinciale Paride Martella. Di Capua ripercorre il giorno della scissione, riunione in cui «mai è stato posto all’ordine del giorno la mozione di sfiducia del segretario». Per tali considerazioni egli dice: «Continuerò a parlare ed associare l’Idv come iscritto e segretario, carica conferita, insieme ai membri della segreteria, dal primo congresso locale del gennaio scorso». Nella famosa riunione del 18 giugno scorso non vi era nemmeno la maggioranza del partito, «solo tre membri della direzione e una parte dei candidati e qualche simpatizzante».
Di Capua, a limite, dice che avrebbe presentato le dimissioni da segretario qualora nella riunione fossero state rispettate le elementari regole democratiche. «Invece in quella riunione - ricorda - è stata fatta una prova di forza “virtuale” con la complicità del segretario provinciale assente volutamente». Il segretario dell’Idv parla di una rimozione di incarichi nei confronti di chi ha vinto le elezioni amministrative. A tal proposito si chiede: «E cosa dovrebbe subire chi ha perso su tutti i fronti elettorali? La Direzione Nazionale del partito, domando, ha analizzato il risultato elettorale dei nove comuni compreso il capoluogo di provincia? In otto di essi su nove, i risultati conseguiti sono stati deludenti, lontano dalle aspettative, in particolare nei comuni maggiori ad eccezione di Sezze». I risultati provinciali quindi sono stati del tutto deludenti, per cui il Di Capua da sfiduciato diventa sfiduciante nei confronti di Paride Martella. «Chiedo, e con me molti iscritti al partito, l’azzeramento della Direzione Provinciale ed il suo commissariamento». Sulla sua posizione resta fermo, in attesa che venga preso un provvedimento: «Continuerò a svolgere, nella pienezza dei poteri, la carica di segretario» comunica Di Capua.
Il segretario dell’Idv di Sezze rispedisce ad Elisa Fiore gli attacchi. «E allora altro che segreteria locale, debole, ondivaga, deficitaria o poco strutturata, tutti i motivi che sostiene chi si definisce commissario che avrebbero indotto il vertice provinciale a rimuovere e sconsacrare “solamente” il segretario». L’analisi che fa Di Capua è chiara: misconoscere il solo risultato elettorale è incomprensibile. «Un risultato eccellente “mai esaltato” a Sezze, con 943 voti, il 6,27 %, sarebbero bastati altri 50 voti ed avremmo ottenuto il, secondo consigliere. Sono venuti a mancare ulteriori consensi perché la lista era incompleta (15 su 20) dove cinque candidati della zona di Sezze Scalo non hanno voluto competere». Ma nei comuni maggiori quali sono stati i risultati? A Latina nel 2002 l’Idv ebbe un risultato di 780 voti, pari allo 08 %, su 95.000 votanti e nessun consigliere eletto mentre nel 2007 ha preso 842 voti, pari al 1,14 %, su 100.000 votanti, appena lo 0,06 % in più, con nessun consigliere eletto. Questi i dati.
Alessandro Mattei (24/10/2007)
|