Una delle manifestazioni più importante e conosciuta del paese di Sezze.
Storia della Passione di Cristo
La “Passione di Sezzze” ogni anno si snoda per le anguste vie del paese, rinnovando un’ antica tradizione, che si perde nella notte dei tempi. Nel Medievo le Confraternite dell’Orazione e della Morte celebravanola “Passione di Cristo” mettendo soprattutto in risalto il lato mistico e tragico.
La “Passine”, come ora sfila per le vie di Sezze , è opera dell’avv. Filiberto Gigli, che nel 1933, colpito dal profondo sentimento spirituale del popolo setino decise di ridare nuova vita all’antica “Passione” medioevale, arricchendola di un nuovo contenuto artistico.
Il Gigli potè avere come collaboratore nella regia Marcello Covoni del Teatro dell’ Opera. Pietro Pocek trattò la parte pittorica, mentre l’elemento architettonico era assunto dagli accademici Piacentini e Giovannoni coadiuvati dal Prof. Piero Aschieri. L’avvenimento eccezionale, così inquadrato fù un potente richiamo nel mondo artistico-culturale. Il commediografo Rosso di San Secondo inchinò la sua pensosa umanità sulla “Passione di Sezze”, con un nobile articolo apparso su “Il Messaggero”(3.4.1935), presto tradotto in varie lingue e radiodiffuso negli Stati Uniti D’America. Si associarolo il Bellonci, il Contini, il Corsi, il Lodovici, mentre Beniamino Gigli, Claudia Muzio e Marta Abba prepararono il loro intervento artistico. La “Passione di Sezze” raggiunse in pochi anni una tale rinomanza, che si sentì l’esigenza di rappresentarla a Roma nel 1950 in Via Fori Imperiali a coronamento del Giubileo: lo spettacolo fu straordinariamente bello e commovente, tanto da suscitare entusiastici consensi da parte di tutta la stampa specializzata ed elogi dallo allora capo del Governo Alcide De Gasperi.
A distanza di 50 anni, in occasione dl Grande Giubileo, la Rappresentazione della Passione di Cristo è stata inserita nel calendario delle manifestazioni Giubilari organizzate dall’Agenzia Romana per il Giubileo in collaborazione con il Segretario Generale del Grande Giubileo, sfilando nuovamente a Roma in Piazza S. Pietro, il 18 aprile 2000.
Forte del nuovo riconoscimento, la “Passione” sente accresciuto il suo prestigio. Grossa è la partecipazione del popolo setino che ha sempre inteso questo impegno come uno dei fondamentali e importanti aspetti della vita cittadina. Studenti, operai, professionisti, annualmente si preparano per continuare questa illustre tradizione che così profondamente ha inciso nella storia di Sezze. L’organizzazione è curata dall’Associazione della Passione di Cristo già dal 1933, il Presidente dell’Associazione è il Sig. Elio Magagnali che si avvale dell’opera di un importante numero di collaboratori ed esperti nel campo artistico. Oltre a Filiberto Gigli si sono occupati della regia l’insegnante Giuseppe De Angelis e nel 1979 Orazio Costa coadiuvato dall’assistente F. Rocca. Dal 1981, ininterrottamente la regia è curata dal Dr. Piero Formicoccia, psicologo e regista teatrale che ha sempre inteso realizzare in questa rievocazione del Dramma sacro quel connubio proprio del popolo setino intriso di spiritualità ed arte, riuscendo a miscelare il contesto storico con l’esigenza di rendere attuale il messaggio cristiano della rievocazione della Passione di Cristo.
Nei diversi anni puntuale ed importante è stata l’attenzione delle reti televisive nazionali e della carta stampata: rai 1 nel 1984 con la trasmissione “Portobello”, Canale 5 nel 1985 con la trasmissione “Tempio dello Spirito”, ancora Rai 1 nel 1990,1999 e 2001 con “Italia ore 6”, “Uno mattina” e “Sereno Variabile”, per non dimenticare i servizi annuali durante la Settimana Santa, dei vari TG in tutte le reti nazionali e regionali. Autorevoli nomi dello spettacolo hanno preso parte alla Rappresentazione elevandone ed arricchendone i toni artistici: franco Concilio, attore e direttore di scena del teatro dell’Opera, gli attori Martufello, Lina Bernardi, Stefano De Sandro, Marina Tagliaferro, Nadia Rinaldi. In questi ultimi anni si è creato un vasto interesse intorno alle Sacre Rappresentazioni tanto che si è sentita l’esigenza di istituire un organismo denominato “EUROPASSIONE”, a cui fanno parte le Associazioni che in Europa si occupano della rievocazione del Dramma Sacro. L’Associazione di Sezze è membro fondatore e componente di tale organismo.
Significato Spirituale della Sacra Rappresentazione
La “Sacra Rappresentazione” che nell’anno 1933 si snoda anche in forma “coreoscenografica” per le vie di Sezze, intende potenziare, con l’apporto di quadri del Vecchio e del Nuovo testamento, la “Passione di Gesù”. E sotto tal punto di vista perciò che vanno interpretati i vari quadri preparatori dell’evento sublime. Apre S. Carlo che ricorda con l’inno poetico elevatissimo alla Croce quanto è salutarmene avvenuto nel prezzo della redenzione delle nostre anime. Abramo, docile alla designazione di lasciare la propria patria per andare incontro alla terra promessa. Segue Mosè per ricordare la vittoria sul faraone d’Egitto, quando il suo esercito viene annientato e annegato nelle acque del Mar Rosso. Mosè, servo di Jaèh, è il Giusto che pronunzia la via della liberazione del peccato attraverso la conversione dei cuori al divino volere. Davide poi, sulla sua cetra, canta in termini precisi il divenire della Passione della Carne e dello Spirito del Figlio di Dio fatto carne come noi. Così anche i profeti maggiori, con a capo Isaia, che descriverà il suo Dio fattosi uomo di dolori, trà l’obrobrio del popolo e l’abiezione della plebe. Viene Giovanni Battista a ricordare che l’incarnazione del Figlio di dio sulla terra è avvenuta, non accolta dagli increduli Farisei perché riservata ai puri di cuore. Si snodano così in tratti essenziali gli episodi preparatori del sacrificio del Golgota: dalla strage degli innocenti, primizia del martirio, alla predicazione evangelica del nuovo regno spirituale, annunziata da Gesù ancora dodicenne. Seguono le varie schermaglie con gli oppositori del nuovo Verbo di vita, apportatore di salvezza nella università dei figli di dio rigenerati nell’acqua e nel sangue, pur in mezzo al tradimento di Giuda, e fragilità umana di S. Pietro. Infine l’abbandono del Giusto ai peccatori che lo trascineranno alla morte di croce sul Calvario, mentre Gesù pronunzia parole di universale perdono, e affida la nuova umanità alla Madre Divina, nella persona di Giovanni. A notte lo schiodamento della croce, e la traslazione del Sepolcro e in fine la Resurrezione.
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