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Giardino Oasi di Ninfa

Lo stupendo Giardino Oasi di Ninfa (SIC).
Sito d'Importanza Comunitaria, situato a Doganella di Ninfa vicino il paese di Sermoneta (Latina)


Tratto integralmente dal Numero 4° Aprile 2005 della rivista mensile della XIII e della XVIII Comunità Montane dei Monti Lepini a cura della Compagnia dei Lepini S.c.p.A
L'articolo è stato scritto da Geiminiano Montecchi.

Oasi di ninfa

La Storia


L'Oasi di Ninfa rappresenta la perfetta simbiosi tra uomo e natura. L’importanza di Ninfa si riscontra nella serie di atti amministrativi volti alla sua protezione. Nel 1957 viene dichiarata Area di interesse pubblico, nel 1973 diventa Oasi del WWF, successivamente il giardino di Ninfa viene dichiarato “Monumento naturale”. Infine è stata dichiarata Sito dì Importanza Comunitaria (Sic) e inserita nella Rete Natura 2000.
La gestione è in mano alla Fondazione Caetani in collaborazione con il WWF (World Wildlife Fund) e la Lipu (Lega Italiana per la protezione degli Uccelli).
La sorgente è figlia dei Lepini e non esisterebbe se alle sue spalle non ci fossero questi monti. Infatti questi raccolgono l’acqua piovana convoglìandola in una serie di sorgenti pedemontane, prima fra tutte quella di Ninfa, alimentata da acque fresche e di buona qualità. Inoltre la catena montuosa si erge come un baluardo a protezione dai freddi venti settentrionali, creando così un microclima del tutto particolare che ha permesso lo sviluppo del giardino botanico dove prosperano numerose specie di piante locali e quelle esotiche provenienti da ogni parte del mondo.
Per ripercorrerne la storia bisogna risalire indietro nel tempo fino all’età romana, quando venne edificato un piccolo tempio dedicato alle ninfe presso la sorgente, e Nympheus era il nome del fiume che ne scaturiva.
Successivamente vi sorse un villaggio che nel 743 dC. Costantino V Copronimo, imperatore di Costantinopoli, donò al papa Zaccaria.
La fortuna della città era legata, oltre che all’abbondanza d’acqua, alla sua posizione lungo la via Pedemontana che sostituì la via Appia a causa dell’impaludamento della Pianura Pontina. Nel corso della storia Ninfa passo di mano a varie famiglie nobiliari.
Nell’Xl secolo apparteneva ai conti di Tuscolo, poi ai Frangipane, e sotto costoro il 20 settembre 1159 nella chiesa di Santa Maria Maggiore vi venne eletto pontefice Rolando Bandinelli col nome di Alessandro III.
Da li a poco venne saccheggiata dai soldati di Federico Barbarossa. Dai Frangipane l'Oasi di Ninfa passò ai conti di Ceccano e, dal 1230, agli Annibaldi.
Nel 1297 divenne proprietà dei Caetani con papa Bonifacio VIII che l’acquistò per duecentomila fiorini d’oro.
In seguito Pietro Caetani fortificò la città, fece imbrigliare le acque del fiume da una possente diga che generò un laghetto sul quale ancora oggi si specchiano le mura menate e la torre medievale.
In conflitto con i paesi limitrofi, sul finire del XIV secolo la città venne definitivamente saccheggiata e abbandonata dai suoi abitanti. Da qui un salto nel buio fino agli inizi del ventesimo secolo, eccetto le rare visite di alcuni viaggiatori che ne restarono ammaliati.
Gregorovius che la definì la “Pompei del Medioevo, la città dei sogni”, poi Andrè Maurel ne esaltò il connubio tra i ruderi dell’antica città e il rigoglio della vegetazione rupicola multicolore. Era il 1920 quando Ninfa rinacque ad opera di Gelasio Caetani che fece ripulire dai rovi i ruderi degli edifici principali, fece restaurare il castello e la torre del lago e avviò la realizzazione dello splendido giardino.
La sua opera venne proseguita prima da Roffredo, poi da donna Lelia Caetani, l’ultima erede della stirpe, deceduta nel 1977.
Per sua volontà Ninfa è stata donata, insieme al castello Caetani di Sermoneta, alla Fondazione Roffredo Caetani.
Oggi l’antica città, con le sue chiese e le torri di guardia ricoperte da edera e liane, è abitata da picchi muratori e upupe.
Nel corso d’acqua che attraversa il giardino si è stanziato il martin pescatore, mentre le acque del lago sono frequentate da gallinelle, porciglioni e cannaiole; ospite di riguardo è la lontra. Non disdegnano una visita al giardino il corvo imperiale, il codirosso e il passero solitario, che spiccano il volo dalle rupi della montagna retrostante.

Quando visitare l'Oasi di Ninfa


Il giardino è aperto al pubblico da aprile a novembre il primo Sabato e Domenica di ogni mese.
Le visite si svolgono con una guida della Direzione, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Le entrate straordinarie per gruppi vanno concordate.

Come Arrivare


In auto: da Roma percorrendo la via Appia fino a Cisterna di Latina e deviando dopo l’uscita dal paese su una carrozzabile che porta a Doganella di Ninfa e poi all’antico borgo dei Caetani.
Da Latina, prendendo in direzione di Latina Scalo fino al bivio per Cori, di qui a sinistra fino a Doganella di Ninfa e quindi a Ninfa. In treno: scendendo a Latina Scalo, dove è necessario prendere un taxi.

Informazioni


Fondazione Caetani,
via delle Botteghe Oscure 32,
Roma, tel. 06.6873056
WWF Lazio, via Allegri 1, Roma Tel. 06.84497206

Ente Provinciale per il Turismo di Latina,
via Duca del Mare 19
Tel. 0773.695404 - 0773.695407
LIPU Latina, Corso Matteotti 169 Tel. 0773.484993

Cosa sono i SIC


L’habitat naturale va sempre più incontro al degrado e l’Unione Europea ha deciso di salvaguardare le zone più importanti sotto il punto di vista ambientale.
Ecco allora che con la direttiva Habitat 92/43 sono stati istituiti i Sic - Siti di Interesse Comunitario - e le Zps - Zone di Protezione Speciale -.
L’Italia, dopo aver molto temporeggiato, ha dato attuazione alla direttiva comunitaria.
I Sic sono, solitamente, cosa diversa dai parchi naturali anche se in alcuni casi possono coincidere con essi,
I Siti di Interesse Comunitario traggono infatti origine dal rilevante valore scientifico, naturale “tipico o biotipico” che un habitat naturale possiede.
Non è rilevante tanto I’ estensione cli un’area e la sua flora e fauna abituale.
È importante invece la peculiarità di una determinata specie animale o vegetale. In pratica si vuole salvaguardare ambienti, specie o ecosistemi caratteristici di particolari aree europee.
Lo strumento di tutela è rappresentato dalla Valutazione di Incidenza sul sito che occorrerà tenere in considerazione per qualsiasi piano o progetto che possa incidere sull’area.
Ninfa, Pian della Faggeta, il Bosco Polverino e i laghi Gricilli, sono alcuni dei Siti di Interesse Comunitario individuati dalla Regione e approvati dall’Unione Europea.


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