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Sezze - Lavori all'Anfiteatro
L'immagini dei lavori in corso
Photogallery su Sezze.
Uno scempio architettonico rimasto tale, e chissà per quanto tempo ancora. Uno dei siti archeologici più belli della città è diventato un cantiere aperto, anzi chiuso e sotto sequestro, senza che nessuno sia più intervenuto. Dopo l’abbattimento delle storiche gradinate dell’Anfiteatro di Sezze, attuato mediante uno scavo di centinaia di metri cubi di roccia per mezzo di ruspe, i cosiddetti lavori di “riqualificazione” all’interno del Teatro Italiano sono bloccati dall’estate scorsa. Oggi, in quel sito, non è rimasto altro che un cumulo di macerie, i segni di un progetto ideato senza una vera logica, e la voglia di capire chi abbia permesso la distruzione di un luogo della città definito “sacro”. L’ex amministrazione comunale diede il via ai lavori di ristrutturazione senza porsi il problema dei diversi vincoli, tra cui quello architettonico, storico, idro-geologico e culturale. L’intervento dell’Azienda Provinciale per il Turismo di Latina fu tempestivo; l’APT comunicò al Comune di Sezze di fermare i lavori in quanto essi non corrispondevano ai pareri espressi anche dalla Regione Lazio: il cantiere venne messo così sotto sequestro, anche perchè una abitazione adiacente mostrava crepe nei muri interni. Come per altre opere pubbliche eseguite in questi anni, sembra che il progetto in questione sia stato realizzato grazie a delle varianti “sciagurate” che, ovviamente, contrastano con quanto predisposto dalle precedenti e dalle vecchie amministrazioni comunali. Inoltre, per quanto riguardava la ristrutturazione dell’Anfiteatro setino, le passate amministrazioni approvarono un progetto predisposto dall’APT di Latina, ma di questo, forse, non si è tenuto conto. Comunque, oltre ad un patrimonio storico che non sarà più possibile recuperare, quello che è stato criticato aspramente da tutte le forze politiche di opposizione è stata la funzionalità stessa dell’opera che si voleva realizzare. Che si stessero spendendo milioni di Euro, provenienti per giunta da fondi Comunitari, per una operazione finalizzata a migliorare il sito andava anche bene. Ma quando il progetto esecutivo voleva snaturare e ridurre di dieci mila posti a sedere la gradinate, allora i lavori dovevano necessariamente essere bloccati L’Anfiteatro setino nasceva nel 1950 per opera del fondatore della “Associazione della Passione di Cristo”, Filiberto Gigli, per “ una stupenda tradizione... a gloria di Sezze ed edificazione della nazione” come scrisse l’allora Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, in occasione della Processione del venerdì santo tenutasi durante il Giubileo. Cosa è rimasto di questo auspicio? Niente, solo un cratere che anche il satellite puntato su Sezze è riuscito ad individuare.
Alessandro Mattei
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