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Comune di Roccasecca dei Volsci

Info sul Comune di Roccasecca di Latina.


Articolo e foto tratte integralmente dal Numero 11 Dicembre 2005 della rivista mensile della XIII e della XVIII Comunità Montane dei Monti Lepini a cura della Compagnia dei Lepini S.c.p.A
L'articolo è stato scritto da Francesco Scacchetti .


Roccasecca dei Volsci


Arroccato su un fianco del Monte Curio a 376 m.s.l.m, questo piccolo centro della provincia di Latina, per la sua particolare
posizione geografica gode di un ampia visuale.
Infatti Roccasecca dei Volsci è il paese dei belvedere. Da qui è possibile osservare i monti Ausoni, Aurunci ed i Lepini, che vanno dal versante della Semprevisa a quello Ciociaro. La visione dell’ agro pontino, della valle dell’Amaseno, del promontorio del Circeo, delle isole Pontine, dell’area archeologica dell’antica Privernum e i paesi di Maenza, Roccagorga, Prossedi, Sonnino e Priverno, suscita un’infinità di forti sensazioni.
Il verde degli ulivi della valle si unisce al verde dei boschi di castagno, olmi, carpini, lecci del monte Arto di Pisterzo (810) e del monte delle Fate (711) che circondano il paese.
Roccasecca, negli ultimi anni, ha vissuto un chiaro esempio di valorizzazione delle risorse ambientali. La sua parte più alta è frequentata da numerosi amanti del deltaplano. Proprio da Monte Curio (651) ogni giorno si vedono volare gruppi di acrobati dell’aria che altri non sono che cercatori di venti favorevoli e di panorami mozzafiato.

Cenni Storici


La valle dell’ Amaseno è celebre nella storia anche grazie all'immortale poema Virgiliano (Eneide, cap. XI). Qui avviene il mitologico episodio di Metabo e Camilla. Metabo, re dei Volsci, in una insurrezione popolare viene cacciato da Priverno ed è costretto a fuggire e a vagare per i monti con in braccio la piccola Camilla. I suoi nemici non cessano di dargli la caccia e giunge, cercando scampo, nel fiume Amaseno.
Lo trova però ingrossato e tumultuoso per la piena e non rischia di passarlo a nuoto con la bimba al collo. Allora prende un'estrema decisione: avvolge la piccina in una scorza di sughero, che lega alla sua lunga e poderosa lancia e la scaglia, con tutte le sue forze, al di là del fiume.. La lancia va a piantarsi nella riva opposta. La piccola è così
salva. E' probabile che questo avvenisse presso le pendici di Monte Alto. Le origini di questo piccolo centro sono avvolte nella leggenda e qui la mitologia è diventata storia. Basti pensare che insieme ai Volsci, i Latini, i Romani, hanno segnato di molte vicendequeste terre diventate poi possedimento dello Stato Pontificio. E proprio qui molti Papi sono transitati. Allo stesso modo dei paesi limitrofi, così Roccasecca fu rifugio da tempi memorabili di piccole guarnigioni e fuggiaschi scampati agli attacchi dei Romani prima e alle truppe di Carlo Magno in seguito alla Piperno Volsca e Latina. Il nome del paese non lascia scampo a dubbi: siamo nella terra dei Volsci. I Volsci fu gente che fece del controverso rapporto con l’impero Romano uno degli elementi più importanti della propria identità. Pur confinando con la più potente città dell’impero, la grande Roma, queste popolazioni tenteranno sempre di mantenere una propria autonomia mai completamente sottomessi. I Volsci provvedevano a rifugiarsi tra le montagne, per difendersi. Tipicamente simile ai villaggi laziali nati per scopi militari, con Torri d’avvistamento, già nel 1217 Roccasecca figura nell’elenco dei paesi della diocesi di Priverno.
La sua importanza viene oltremodo confermata da ripetuti attacchi bellici, che nel corso della sua secolare storia il paese ha subito con due tremende distruzioni: la prima nel 1125 ad opera delle truppe di Papa Onorio II, la seconda da parte dei
soldati del Francese Carlo VIII che nel 1425 faceva radere al suolo il piccolo abitato in omaggio alla amicizia che lo legava alla famiglia dei Colonna, in quel periodo ostinati oppositori del Papa. Siamo nella terra dei Papi e questi più di ogni altra autorità hanno deciso le sori del nostro territorio. La storia del centro urbano di Roccasecca dei Volsci si fa risalire al IX sec. Sul luogo di una torre d’avvistamento romana si sviluppò nel medioevo l’insediamento che fino al 1205 si chiamava Castrum S. Crucis. Appartenne ai Conti di Ceccano, ai Carafa, ai Massimo, ai Gabrielli e agli Altieri. Tra queste famiglie la più importante per le opere realizzate è sicuramente quella degli Aristocratici Romani Massimo che il 10 giugno del 1558 si succedettero alla guida del feudo. Questi inizialmente scelsero Prossedi ma successivamente stabilirono intorno al 1608 che Roccasecca fosse il centro del loro feudo e iniziarono una serie di interventi architettonici e artistici allo scopo essenziale di riaffermare la loro importanza
.

Cosa Vedere


All’interno del borgo medievale sono ancora molti i gioielli architettonici conservati tra i quali domina la scena nel punto più alto di
Roccasecca: il palazzo Baronale del “Principe Massimo” fatto edificare dal cardinale Carlo Camillo Massimo intorno al 1650, una struttura che ancora mantiene la sua funzionalità polivalente. Situato nella piazza principale “Umberto I°” conserva ancora intatte tutte le sue caratteristiche di corte medievale. Un grande portone è all’entrata principale a cui segue un atrio con quattro porte che prima conducevano ai locali del personale di servizio. Quindi si arriva al cortile in cui c’erano le stalle e gli spazi adibiti al frantoio, oltre ad una grande cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. La struttura oggi è sede della amministrazione comunale e tra le stanze che hanno cambiato la loro destinazione d’uso, adibite ad uffici e circoli ludici e
ricreativi, si trova la cappella Gentilizia. Nel palazzo c’è ancora l’antico frantoio azionato un tempo dai cavalli per la molitura delle olive. Di fronte si trova la Chiesa Collegiata di S. Maria Assunta in Cielo, nel cui altare è conservato il corpo di S. Massimo patrono del paese. Il
Tempietto di S. Raffaele, fatto costruire nel 1659, rappresenta un’elegante struttura architettonica neoclassica contenente importanti opere d’arte quali gli affreschi di Francesco Cozza. L’opera splende con i suoi mattoni rosso intensi, fra il verde dei cipressi, pini e dei tipici lecci, nel punto più alto dell’ omonima collina a (391 m.). In discreto stato di conservazione, ma pur sempre, importante opera artistico - religiosa, è la cappella Madonna della Pace, nata probabilmente come edificio privato.

Le Manifestazioni


Il 17 gennaio viene celebrata la Festa in onore di S. Antonio Abate con la tradizionale benedizione degli animali domestici e la distribuzione, da parte delle donne del paese, del tipico “Panusteglio di S. Antonio”. La notte del 18 marzo si festeggia la Festa di S. Giuseppe, i cittadini per tradizione "illuminano" il paese organizzando nella serata pittoreschi falò in un clima caldo ed accogliente. Si possono degustare i tipici Lonci o panini con broccoletti e salsiccia, accompagnati da vino locale. La festa si arricchisce di sensazioni e sapori. Il Corpus Domini è caratterizzato dal mirabile scenario dell’Infiorata dinanzi la Chiesa di S. Maria Assunta. È un momento di forte aggregazione sociale per i Roccaseccani che, insieme, provvedono all’allestimento dell’infiorata Nella penultima domenica di agosto si celebra l’annuale Festa di S. Massimo, patrono del paese. Nell’ultima domenica di agosto si tengono la Festa dell’Arrivederci e la Sagra della capra, in cui si può assaporare il tipico piatto, di capra al sugo. Il secondo week-end di settembre i festeggiamenti si chiudono con la Festa delle Caciottelle, durante la quale, oltre alla vendita dei prodotti dell’artigianato locale, si possono mangiare le prelibate “marzoline”, caciottine fatte con metodi tradizionali dai pastori.

Prodotti Tipici



L’olio, il formaggio, le carni nostrane, sono la vera risorsa di questa omunità, e da sempre hanno caratterizzato l’enogastronomia locale. Tra i piatti tradizionali c’è la minestra di fagioli con le cotiche, la tipica polenta con carne di maiale e broccoletti; i cecapreti, fatti con acqua e farina; la “minestra marinata” ottima zuppa di verdure; gli
“stracci”, una sfoglia con ragù e formaggio pecorino; il“canescione”, tipica pasta di pane farcita di ricotta. Particolare attenzione meritano gli allevamenti ovini e caprini, che godono di un ottimo ambiente che
garantisce una eccellente qualità delle carni. Tra i dolci si distinguono per sapore e originalità i deliziosi mostaccioli, fatti con il miele e noci
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