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Comune di Carpineto Romano

Info sul Comune di Carpineto Romano di Roma.
Il paese del Palio e delle fraschette


Tratto integralmente dal Numero 5 di Maggio 2005 della rivista mensile della XIII e della XVIII Comunità Montane dei Monti Lepini a cura della Compagnia dei Lepini S.c.p.A
L'articolo è stato scritto da Stella Teodonio.


Carpineto Romano


Un ponte che separa le provincie di Roma e Latina, una strada ripida che si inerpica tra boschi di lecci e castagnie poi, là dietro, dopo la ripida discesa di Selvapiana, c'è Carpineto Romano.
Adagiato a forma di fuso sul crinale del monte la Foresta, circondato da montagne di faggi e carpini (albero da cui deriva il suo nome), il paese conserva ancora intatte le tracce di una storia millenaria che si è sedimentata nelle case, nelle strade, nei vicoli, nelle piazze, nelle mille chiese che punteggiano il centro storico: dai primi insediamenti di età neolitica ai resti di epoca volsca e romana, fino alle testimonianze medievali, di stile gotico e romanico, rinascimentali, barocche e neoclassiche. Una fusione di stili esaltata dalle caratteristiche del paesaggio e delle rigogliosa vegetazione: Carpineto è immersa, circondao dai boschi delle vette dei Monti Lepini, in un mix straordinario di arte, storia, cultura e natura.

Cenni Storici


Una posizione scomoda e pure strategica, una posizione scelta da chi intende difendere fino in fondo il proprio territorio. Carpineto, infatti, sorge nel territorio che fu dell'antica Ecetra, città fortezza, estremo baluardo volsco nella lotta che oppose questo popolo a Roma.
Tracce di presenza umana nel territorio carpinetano sono rilevabili fin dal neolitico, mentre il nucleo attuale inizio a sorgere in epoca tardo romana, nel periodo delle invasioni barbariche. Il Medioevo vide l'avvicendarsi di diverse signorie: dai canonici di S.Giovanni in Laterano (XII-XII).
Carpineto passò ai De Ceccano, i cui possedimenti si estendevano dal paese ciociaro fino al mar Tirreno; nel 1 299 fu acquisito da Papa Bonifacio VIII, che lo donò a suo nipote Pietro Caetani, ma alla sua morte tornò ai De Ceccano per passare ai Conti di Segni-Valmontone. Una nuova disputa sull’eredità nacque alla morte del card. Francesco Conti (1521) tra le famiglie dei Colonna e degli Orsini, Papa Sisto V sequestrò il possedimento, che fu acquisito nel 1597 dal card. Pietro Aldobrandini. Sotto la reggenza di donna Olimpia Aldobrandìni il feudo fu trasformato in ducato ed annesso a Gavignano, Gorga, Montelanico e Maenza. La duchessa ingrandì il suo “bello stato” concorrendo alla fondazione del convento di S.Pietro (1610-1628) e lo dotò di un’organizzazione economica e giuridica. Per difficoltà dinastiche gli Aldobrandini si imparentarono con i Facchinetti, Panfili e Borghese, mantenendo il ducato fino all 816, anno in cui Pio VI dichiarò decaduto il feudalesimo, 111810 fu l’anno di nascita di Gioacchino Vincenzo Pecci, che neI 1878 diventò Papa con il nome di Leone XIII. La sua elezione al soglio di Pietro fu per Carpineto di fondamentale importanza: non solo il piccolo paesino divenne noto in tutto il mondo, ma le opere di carattere sociale, religioso ed artistico realizzate grazie all’influenza del Papa diedero nuovo slancio al paese, rendendolo centro di interesse artistico, culturale e turistico.

Cosa vedere


Segni del potere temporale e del potere religioso si fondono nella struttura architettonica di carpineto. A dominare il paese restano da un lato Palazzo Pecci, casa natale di Papa Leone XIII, costruito nel 1200 dai conti De Ceccano come castello e rimaneggiato nel XVII secolo; dall’altro Palazzo Aldobrandini risalente al XIII secolo, un complesso architettonico di carattere militare che comprende, anche, la torre campanaria realizzata solo nel secolo XVI e la Chiesa di Sant’Angelo.
All’interno di Palazzo Pecci è stato realizzato un museo in onore di Leone XIII, che conserva una biblioteca con più di 20000 volumi, molti dei quali rarissimi, pergamene e l’archivio di famiglia.
Accanto al Palazzo sorge la chiesa neoclassica dedicata a San Leone Magno e fatta erigere dallo stesso Pontefice nel 1888, su progetto di Federico Fontana.
All’interno vi si trova una tempera di ‘I. Monti che rappresenta il Pontefice inginocchiato ed una copia originale marmorea della Pietà del Sosnowski. In via Santa Maria sorge la chiesa di Santa Maria del Popolo (XV sec.), dichiarata monumento nazionale, alla quale è annesso il convento delle suore Sacramentine.
La chiesa fu realizzata sotto il pontificato di Papa Sisto IV come dono votivo contro la peste: al suo interno resta perennemente acceso daI 1657, anno dell’ultima pestilenza, un cero alimentato con olio di oliva prodotto nelle colline carpinetane.
Di estrema bellezza l’altare cinquecentesco di stile aquilano dedicato a San Rocco ed un affresco, da poco restaurato, raffigurante la madonna del Rosario del XVI secolo realizzato a ricordo della battaglia di Lepanto (1592), ricco di Santi e personaggi mitrati e coronati. AI XII secolo risale, invece, la chiesa di Sant’Agostino alla quale è annesso l’omonimo convento. Dedicata originariamente a Sant’Antonio, la chiesa fu abbandonata in epoca napoleonica per essere restaurata da Papa Pecci, su progetto di A. Bonanni e A. Camaiti. Nel portale principale di fattura cistercense si possono ammirare due leoni stilofori che afferrano lepri e montoni e che portano eleganti colonne finemente lavorate; all’interno, accanto all’altare, vi è un organo ogivale con le canne d’argento donato dalla diocesi svizzera di San Gallo a Leone XIII. Nel 1610 iniziarono, invece, per volere del conte Pietro Aldobrandini i lavori di costruzione della chiesa di San Pietro Apostolo e del convento ad essa annesso, che terminarono in soli diciassette anni. Vi soggiornò S.Carlo da Sezze, che qui scrisse diverse opere ascetiche. La chiesa è ad unica navata con la volta a botte, all’interno sull’altare si può ammirare un pala lignea che raffigura Cristo che affida le chiavi a San Pietro.
La chiesa della Collegiata, progettata da Domenico Schiera, fu realizzata tra il 1751 e il 1772, conserva al suo interno una campana proveniente dall’Abbazia di Valvisciolo (l’abbazia sorgeva in una zona rurale e andò distrutta all’inizio del secolo scorso), una pala d’altare della Flagellazione attribuita a Giulio Romano (sec. XVI), e la statua di Leone XIII deI Lucchetti. Meritano una visit anche le chiese di San Giacomo (sec.XlIl-XIV), di San Giovanni (sec.XlIl) e di San Michele Arcangelo. Carpineto non è solo arte e storia, ma anche natura. Di particolare interesse sono gli itinerari e i percorsi naturalistici che si possono compiere nelle montagne che circondano il paese, prima fra tutte la Sempreviva (1536 mslm), la cima più alta dei Monti Lepini.

Il Palio della Carriera


D'Agosto le strade, i vicoli, le piazze di Carpineto si animano di colori, suoni, sapori, odori: il paese viene catapultato indietro nel tempo, agli inizi del 1600, l’epoca d’oro del “bello stato di Donna Olimpia Aldobrandini”.
L’idea nasce all’inizio degli anni ‘90 e si concretizza dopo un’attenta analisi dei documenti storici, come gli ‘Statuti” e le “Ordinanze” del 1556, trasformandosi in un appuntamento di rievocazione storica e culturale, di tutela della memoria e dei valori comuni, e divenendo nel giro di pochi anni sinonimo e simbolo di Carpineto. Un tuffo nel 1621 anno in cui, alla morte del Cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di Papa Clemente VIII, il ducato di Carpineto passò a sua sorella Donna Olimpia Aldobrandini: un rituale di fedeltà, un omaggio ad una donna che aveva ridonato a Carpineto i fasti di un tempo passato.
La rievocazione storica culmina in una gara strettamente legata all’antica divisione del paese nei rispettivi rioni “Dammonte” (S. Pietro, Jo Lago, Jo Casteglio) e “Dabballe” (S.Giacomo, Jo Moro, S.Agostìno, Jo Curso) cioè di località situate nella parte alta e nella parte bassa dell’antico centro medioevale.
Si concretizza in una corsa dei cavalli all’anello della quale si trova traccia in documenti d’archivio e nello Statuto cittadino del 1556: la Carriera era una corsa sfrenata di cavalli, che affonda la sua tradizione nel medioevo, e si svolgeva anticamente nella contrada ‘Corso” riprendendo la già famosa manifestazione che si teneva a Roma in Via del Corso.
La gara è preceduta dalla feste rionali, momenti di rievocazione storica e riti propiziatori, come la messa e la benedizione di cavallo e fantino che parteciperanno al Pallio della Carriera per il rione.
Alle feste si unisce l’apertura delle Hostarie, che ripropongono l’attesa e la gioia per le visite del Cardinale Pietro Aldobrandini nelle sue terre.

Le Manifestazioni


Il 7 Gennaio - Festa in onore di Sant’Antonio Abate
II domenica di Febbraio - Festa del tartufo
II domenica di Novembre - Sagra della callorrosta

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